Classe 3A - Secondaria

Il Presepe Nella Storia

Il termine presepe ha origine dalla parola latina “PRAESAEPE” che significa recinto, mangiatoia. Il presepe è una rappresentazione della nascita di Gesù che ha avuto origine da tradizioni medievali, inizialmente italiana, l’usanza di allestire il presepe oggi è diffusa in tutti i paesi cattolici del mondo. Il presepe è un momento di concretizzazione di Gesù che è in noi, porta la gioia nei nostri cuori come il giorno della sua nascita. Il presepe fa riflettere su ciò che Gesù ha fatto per noi dopo la sua nascita, tutte le sofferenze solo per la nostra salvezza. Esalta il valore della famiglia riunita il giorno di Natale e dona l’importanza dell’amore e dei valori.                         

Presepe tradizionale

Il presepe tradizionale è una complessa composizione della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio; vi sono presenti statue formate di materiali vari e disposte in un ambiente ricostruito in modo realistico. Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione: la grotta o la capanna, la mangiatoia dov'è posto Gesù bambino, i due genitori, Giuseppe e Maria, i magi, i pastori, le pecore, il bue e l'asinello e gli angeli. La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, mentre le figure dei magi vengono avvicinate ad adorare Gesù nel giorno dell'Epifania. Lo sfondo può raffigurare il cielo stellato oppure può essere uno scenario paesaggistico. La più antica raffigurazione della Vergine con Gesù Bambino è raffigurata nelle Catacombe di Priscilla sulla Via Salaria a Roma, dipinta da un ignoto artista del III secolo all'interno di un arcosolio del II secolo,invece nel Quattrocento alcuni grandi maestri della pittura italiana raffigurarono scene della natività, dette anch'esse "presepe

Presepe Siciliano

Il presepe siciliano ha una sua originalità, anche se sono evidenti gli influssi della scuola napoletana per la riproduzione di scene di vita quotidiana locale. A volte anche la tecnica è influenzata da quella napoletana, quando le figure vengono realizzate con anima in legno e fil di ferro e con vestiti di stoffa. Le aree in cui è più viva ed originale la tradizione del presepio sono quelle di Palermo, Siracusa, Trapani e Caltagirone. Particolarità siciliane sono l'uso della cera per realizzare le figure (usanza propria di Palermo e Siracusa) e l'uso di accessori d'oro e d'argento nella statuina del Bambino Gesù.

A Trapani i maestri trapanesi erano usi realizzare per le chiese e le dimore della ricca nobiltà dei secoli XVII e XVIII singoli pastori o composizioni presepiali di varie dimensioni, con gli stessi materiali con i quali erano soliti creare piccole sculture e statuine votive. Tipico è l'uso di materiali nobili come il corallo, affiancato all'avorio, alla madreperla, all'osso, all'alabastro e alle conchiglie. Alcuni tra i più preziosi sono oggi custoditi al museo Pepoli. A Caltagirone, dove è presente un'antica tradizione di produzione di ceramica, i presepi sono realizzati in terracotta. Tipica siciliana è la produzione di statuine in legno con vestiti in stoffa immersa in un bagno di colla che li rende rigidi e brillanti.

Tra i capiscuola dell'arte dei presepi siciliana si deve ricordare Gaetano Zumbo; un suo presepio è esposto al Victoria and Albert Museum di Londra. Un presepe barocco trapanese, realizzato da Giovanni Antonio Matera, è ammirabile al Museo etnografico siciliano Giuseppe Pitrè.

Personaggi tipici del presepe siciliano sono: Susi Pasturi, che, in mezzo all'animazione generale, dorme su un'amaca (corrisponde al napoletano Benino e al bolognese Dormiglione), lo sbaundatu o scantatu ra stidda, che è il primo ad avvistare la stella cometa (corrisponde al calabrese 'u mmagatu di stii), Zu Innaru (Zio Gennaio), che è un vecchietto che si riscalda di fronte ad un fuoco acceso.