Classi 1,2,3 - Primaria

I PRODOTTI TIPICI DI BASICO'

Basicò, piccolo paese dei Nebrodi, situato a circa 550 m sul livello del mare e confinante con Tripi, Montalbano e Falcone, basa la sua economia sull'allevamento del bestiame, sull'agricoltura e sul turismo estivo.

L'allevamento dei bovini è l'attività principale, cui si dedicano i basicotani e i prodotti che ne derivano sono un vanto per il territorio. Basicò, è conosciuto infatti nel circondario come “il paese delle provole”, e a ragione, perchè dalla lavorazione del latte intero, fatta ancora in modo artigianale, si ottengono dei derivati molto genuini e gustosi.

Particolari ed accurate le fasi della lavorazione del latte e gli strumenti utilizzati, per la realizzazione dei vari prodotti. Il casaro, caglia il latte e lo mette a riscaldare; quando arriva a giusta temperatura, raccoglie la tuma, la taglia in 4 pezzi e la lascia a riposare (foto n.1), servirà, il giorno dopo, per fare le provole. Intanto, rimette sul fuoco “a quaddara” e porta il contenuto (lacciata) alla temperatura di 90°, aggiunge quindi “l'aguru” (siero acido) e, come per magia, viene su la ricotta, che subito mette “'nte cannari”(foto n.2). Taglia poi a striscioline la tuma del giorno prima, la impasta con il siero bollente fino a quando la stessa diventa filante, quindi fa le provole e le schiacciate, immergendole nella salamoia, dove resteranno per qualche giorno. Uscite dalla salamoia, le provole verranno appese ad asciugare (foto n.3) e possono essere consumate fresche oppure lasciate a stagionare; gustose da mangiare con il pane o da utilizzate in cucina in vari modi  anche le schiacciate (foto n.4). La ricotta può essere consumata bianca oppure infornata, buonissima  grattugiata  sulla pasta. Molto apprezzati gli spuntini o gli assaggini a base di prodotti caseari basicotani, offerti nel paese in occasione di manifestazioni varie: mercatini, feste, sagre. Famosa la sagra della provola, organizzata ogni anno  il 19 agosto, qualche giorno prima della festa in onore della Madonna di Basicò, che ricorre il 21 dello stesso mese. Questa sagra, attira  molte persone dei paesi vicini che si aggiungono ai turisti presenti in quel periodo nel paese.

L'allevamento non è la sola attività economica di Basicò; sviluppata, anche se in modo minore  rispetto al passato, è l'agricoltura. Ricordiamo gli ulivi che danno un ottimo olio e delle buone olive, le quali  possono essere gustate in modo vario: schiacciate, in salamoia, nere sott'olio...(foto n.6). Non mancano inoltre le viti, dalla cui uva si ricava del vino bianco o nero gradevole al palato (foto n.7) e degli alberi da frutta (foto n.8) che danno mele, pere, pesche e agrumi, forse non troppo perfetti alla vista, ma genuini e buoni di gusto (foto n. 9).

Tra i prodotti tipici del paese vi sono anche dei dolci tradizionali che si fanno in occasione delle principali  festività: il torrone a Natale, i cannoli e i ravioli a Carnevale, ma soprattutto i “cudduri” a Pasqua. Riguardo a questi ultimi, gli  ingredienti naturali con cui sono fatti (farina, uova, zucchero, strutto...), amalgamati tra loro danno origine a delle specialità dalle forme varie e caratteristiche che non possono mancare sulle tavole  dei basicotani nella ricorrenza pasquale (foto n.10).

Basicò è un paese da visitare, per le sue bellezze naturali, ma anche per la bontà dei suoi prodotti.

 

Gli alunni della scuola primaria di Basicò, pluriclasse 1^/2^/3^