TRADIZIONI E MESTIERI: L’ANTICA TONNARA DI SAN GIORGIO
San Giorgio è stata sede di tonnara a partire dal 1407, quando Re Martino concesse a Berengario Orioles il mare di San Giorgio, “per il calo della tonnara”. Da allora la tonnara diventò l’attività più importante di questo borgo marinaro ed una delle più famose in tutto il territorio della provincia; rimase attiva sino alla fine del 1963, con i Conti Cumbo.
Il complesso della tonnara era costituito da un edificio a terra e da una parte a mare. Il primo era formato da magazzini per il ricovero delle barche e del materiale per la lavorazione del tonno. La parte a mare era costituita, invece, da un vasto e complesso sistema di reti verticali che restavano fisse a mare per circa due mesi, secondo una piantina a forma di croce. Le reti formavano delle camere che avevano come fine quello di condurre il tonno verso la “camera della morte”, dove avveniva la mattanza. I tonni uccisi erano trasportati a riva e portati nello stabilimento dove venivano conservati sotto sale o sott’olio.
Si racconta che i padroni, durante le fasi di lavorazione, facessero cantare le lavoranti per evitare che queste cadessero nella tentazione di assaggiare il tonno bollito. Oggi non restano che una parte dell’antico edificio, lo scheletro di un palischermo, il “Santa Rita”, diverse ancore e galleggianti.