Novara di Sicilia è un paesino in provincia di Messina, situato in un vallata suggestiva che fa da confine tra i Monti Nebrodi e i Monti Peloritani. Guardando verso Nord si può godere della vista meravigliosa del mare e delle Isole Eolie.
Il simbolo di Novara di Sicilia è un albero di noce. Lo stemma che lo raffigura campeggia sopra alcuni dei palazzi più antichi e sulle fontane più belle del paese. La leggenda vuole che un enorme albero di noce sorgesse in quella che poi venne chiamata Piazza Matrice, nel luogo dove una volta si trovava un tempio pagano. L'albero era enorme e su di esso pesava un incantesimo infatti...
tutte le notti sui suoi rami si davano convegno le streghe del circondario per banchettare con pane e uova. Per raggiungerlo, allo scoccare della mezzanotte ogni strega doveva recitare così: "Ventu, forti ventu portimi supra a nuggià di Spartiventu". La rima avrebbe fatto spalancare una finestra e davanti ad essa sarebbe comparso un maiale che avrebbe portato la strega a cavalcioni fin sull'albero di noce per partecipare al banchetto notturno. Alla fine del banchetto il maiale accompagnava ogni donna a casa sua. Bisognava però che ognuna di esse si guardasse dal chiedere sale: nel caso in cui lo avesse fatto, rompendo l'incantesimo, si sarebbe scatenato un vento furioso che avrebbe disperso le partecipanti ai quattro angoli del mondo. Una notte, però, una delle streghe chiese il sale. Rotto l'incantesimo un vento violentissimo le risucchiò e le disperse.
L'albero millenario venne abbattuto e quando fu eretto il duomo. con il suo legno vennero costruiti gli armadi, le porte e gli scranni del coro che ancora oggi si possono ammirare nella Chiesa Madre. Nessuno a Novara conosce l'origine di questa leggenda, ma tutti, giovani e anziani, fanno a gara per tenerne vivo il ricordo e farla conoscere a quanti vengono in paese attratti dalla sua bellezza e dalla ricchezza della sua storia, che affonda le radici nella notte dei tempi. L'aura magica che circonda Novara, infatti, è uno degli elementi di maggiore suggestione di questa antica città della provincia di Messina che svolse, nel corso dei secoli, un ruolo fondamentale non fosse altro che per la sua posizione strategica, posta com'è al centro del sistema viario tra il Mar Jonio e il Tirreno.
Viandanti e commercianti, soldati e monacinche volevano raggiungere Tauromenium e Naxos dovevano passare da qui, e lo stesso valeva per chi si recava a Tyndaris, Mylae (Milazzo), Longane (nei pressi dinRodi Milici) e Abacena (Tripi). Novara è un paese di poco più di duemila anime, posto al confine tra Monti Peloritani e Nebrodi, in una vallata protetta a sud dalla mole aguzza della Rocca Salvatesta e dalla Rocca Leone e aperta a nord verso il Tirreno. Da quassù si domina tutto il torrente Mazzarrà, che corre verso il mare lambendo la montagna di Tripi, alle pendici della quale sorgeva la potente città di Abacena. In fondo a sinistra sorge il promontorio di Tindari, a destra Capo Milazzo, mentre all'orizzonte, specie quando l'aria è tersa, si stagliano contro il blu del cielo e del mare le Eolie. Anticamente si chiamava "Noa", vocabolo di origine sicana che significa maggese, a indicare la vocazione agricola della zona. Con i romani cambiò in "Novalia" (campo di grano) e per gli arabi fu "Nouah" (giardino, orto, fiore). Noa sorgeva ai piedi della Rocca Salvatesta, fortezza naturale che consentiva un agevole controllo del territorio. Di essa hanno scritto Diodoro Siculo, Cluverio e il Fazzello ("Super Junonia iuga era antiquum oppidum Noae"). Il suo declino fu causato dal disastroso terremoto del 365 a.C, descritto da Paolo Diacono.
Furono i saraceni a spostare l'abitato più a valle, realizzando su uno sperone roccioso a picco sul torrente San Giorgio un castello, del quale rimane ben poco. Dopo la conquista normanna, Novara fu abitata da coloni lombardi che avevano seguito Re Ruggero nella spedizione siciliana. La loro presenza ebbe un'influenza determinante su usi e costumi dei locali tanto che dall'incontro tra le due culture ebbe origine quella parlata, il gallo-italico, ancora oggi in uso specie nelle frazioni vicine, compresi i centri di Fondachelli e Fantina staccatisi da Novara nel 1950. La strada per Novara si inerpica seguendo il corso del torrente Mazzarrà, prendendo rapidamente quota. Il paese si trova adagiato in una sorta di anfiteatro naturale di indicibile bellezza sul quale spicca inconfondibile la sagoma triangolare della Rocca Salvatesta.
Che Novara sia un paese speciale il visitatore ha modo di appurarlo appena imbocca la strada principale, corso Nazionale, dalla quale si diparte il fitto reticolo di viuzze che costituisce il tratto più caratteristico del paese insieme con le chiese e le testimonianze dell'arte degli scalpellini, che hanno reso famosa Novara in tutta la Sicilia.
Vi invitiamo a scoprire Novara e la sua gente che, con innato garbo e gentilezza avranno il piacere di accoglierVi
Gli amanti della buona cucina e coloro che vanno per paesi alla ricerca di piatti e dolci tipici della tradizione, venendo a Novara di Sicilia potranno gustare un piatto di "Lempi e Trona" (lampi e tuoni), preparato con fagioli, cicerchia, granturco, lenticchie e grano bolliti e conditi. Oppure la
"Pasta Ncascìata", condita col ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pangrattato.
Ancora più tipici sono i Pizzarrò, i Pipistuluritti, i Mulligò, i Turtò e a Guastella prodotti legati alla panificazione. Da non perdere i Cassatelli ( frolle ripiene di fichi secchi, miele, cannella, nocciole), a rasuella (pane decorato con nocciole), i Paummi (colombe) fatte di pasta di biscotto di varia forma e sulle quali vengono posti uno o più uova colorate.
Ma se le feste di
Novara di Sicilia sono tra le più belle e sentite di tutta la provincia, è a Carnevale che le strade del paese si riempiono all'inverosimile con il
Torneo del Maiorchino, gioco che risale ai primi decenni del 600. La curiosa gara consiste nel far rotolare una forma di formaggio maiorchino stagionato lungo un percorso che si snoda per oltre due chilometri lungo le viuzze del paese. Vince la squadra (composta da tre giocatori) che taglia per prima il traguardo - "a sarva"- impiegando il minor numero di lanci. Al termine della gara si passa alla degustazione del
Maiorchino e degli altri formaggi tipici di Novara, un'occasione per un primo approccio con la gastronomia locale che riserva più di una piacevole pietanza.
Distanze
Da Palermo : Km. 180 (via autostrada)
Da Catania : Km. 80 (via autostrada)
Da Messina : Km. 75 (via autostrada)
Da Taormina : Km. 55 (via statale)
In auto:
Dallo svincolo autostradale di Barcellona P.G. (Km. 30);
dallo svincolo autostradale di Falcone (Km. 20);
dallo svincolo autostradale di Giardini-Naxos (Km. 50);
In Autobus
Autolinee AST da Messina e da Catania
In treno
Stazione di Barcellona P.G. (Km. 30);
Stazione di Milazzo (Km. 40)
In Aereo:
Da Catania Aeroporto : Km. 95 (via autostrada)
Da Palermo Aeroporto : Km
Informazioni Turistiche :
Ufficio Turistico - Palazzo Comunale –
Piazza Girolamo Sofia, 2 - Tel. 0941/650954/5/6 (ore 9,00- 13,00)
Pro Loco Via Duomo, 18-20 Palazzo Salvo Risicato