Gradisca d'Isonzo è una località della regione Friuli Venezia Giulia, situata in provincia di Gorizia. La città, costruita come borgo fortificato, ospita lungo i portici caffè tipici ed èè ricca di palazzi dal fascino veneziano e asburgico. Le mura di Gradisca d'Isonzo furono studiate da Leonardo da Vinci e ospitano al loro interno il castello.
Il toponimo Gradisca deriva dallo sloveno "gradišce" che significa “luogo fortificato”. Sino alla metà del Quattrocento l’abitato era costituito solo da alcune casupole e da capanne, abitate da contadini alle dipendenze del castello feudale di Farra d’Isonzo. Dal XV secolo Gradisca inizia ad acquisire importanza. Nel 1473 il Friuli inizia a subire invasione da parte dei Turchi, l’imperatore d’Austria aveva stretto un patto con il sultano, impegnandosi a non opporre resistenza purchè le truppe passassero nella contea di Gorizia lasciandola indenne.
A questo punto Venezia, venute meno le difese goriziane allo sbocco della Valle del Vipacco, si vide costretta a cominciare la costruzione di una fortezza sui propri territori che fosse in grado di svolgere la stessa funzione. Così la costruzione della fortezza di Gradisca cominciò nel 1476. La cinta muraria alta più di venti metri, con fossato allagato e con sette torri fu compiuta nel 1496. La fortezza obbligò i Turchi a deviare il loro itinerario verso la bassa friulana. Nell’anno 1500, Leonardo da Vinci, che era giunto a Venezia, fu incaricato di studiare dei sistemi difensivi nel sistema della città. Gradisca rimase austriaca, sino alla prima guerra mondiale, nonostante i tentativi di Venezia di riprenderla durante la”Guerra di Gradisca”. Nell'anno 1647 l’imperatore Ferdinando III vendette Gradisca con il titolo di contea principesca, a Gianantonio Eggemberg, con il patto che, quando questo casato fosse estinto, la contea sarebbe ritornata alla Casa d’Austria. Il loro casato si estinse nel 1717 e la contea ritornò sotto il dominio imperiale. Nel 1818 il castello di Gradisca che da tempo era stato convertito in caserma, fu adibito ad ergastolo di detenuti condannati al lavoro. Il 5 gennaio 1921 Gradisca venne annessa all’Italia e il 27 aprile 1923 il comune assunse la denominazione di Gradisca d’Isonzo.
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