L'isola di Salina ha una superficie di circa 26 kmq ed è la seconda per estensione e popolazione dopo Lipari; inoltre, è l’unica isola dell’arcipelago a non dipendere dal punto di vista amministrativo dal comune di Lipari, in quanto possiede tre comuni autonomi, Malfa, Leni e Santa Marina di Salina. Presenta due porti di attracco Santa Marina e Rinella di Leni. Salina ha avuto origine da sei vulcani oggi completamente spenti e possiede il rilievo più alto dell’arcipelago, il Monte Fossa delle Felci (962 mt).
Viene chiamata “isola verdeggiante”, per la folta vegetazione tipicamente mediterranea che qui prolifera; di particolare importanza è la coltivazione della vite, dalla quale si ricava la Malvasia delle Lipari. Le spiagge più frequentate sono quella di Santa Marina e di Lingua, dove si trova il pittoresco laghetto e la romanticissima spiaggia di Pollara, sovrastata da una impressionante parete bianca semicircolare, ciò che resta dell'interno di un cratere spento. Nel 1980 è stato istituito il Parco Regionale di Salina e nel 1981 la Riserva Naturale "Le Montagne delle Felci e dei Porri". Sull'isola sono state girate alcune scene del film "Il Postino" del 1994, l'ultima pellicola interpretata da Massimo Troisi. Dal 2007 è sede del Salina Doc Fest, festival internazionale del documentario narrativo.
La storia di Salina
, racconta un passato burrascoso che ha visto, sin dal V millennio a.C., un susseguirsi di insediamenti e conquiste. Il nome attuale si attribuisce ai romani, che sfruttavano il piccolo
laghetto di Lingua come salina per estrarre il sale. Precedentemente i greci la nominarono "
Didyme", il quale nome identificava "le gemelle", le due alte vette quasi identiche dell’isola.
Le prime testimonianze di un insediamento risalgono agli ultimi secoli del V millennio a.C.. Di recente scoperta, nella frazione di Rinella, i reperti attestano la lavorazione dell’ossidiana, importata da Lipari e destinata alla fabbricazione di utensili. A partire dall’ultimo secolo del terzo millennio, l’isola venne abitata da popolazioni provenienti dalla Grecia, probabilmente gli Eoli, che diedero il nome all’arcipelago e da altri popoli, provenienti dalla Sicilia. Si ritiene che Salina rimase disabitata fino al 580 a.C., quando una popolazione greca, si rese conto della fertilità del luogo.
Dal XII al XVI secolo, le uniche testimonianze rinvenute sono state quelle di un insediamento risalente all’Alto Medioevo presso Serro Perciato a Santa Marina. Nel 1867 Salina divenne comune autonomo e successivamente si realizzò la scissione in altri tre piccoli comuni, Santa Marina, Malfa e Leni, ancora oggi completamente autonomi.
Nel 1900 il vino fu presentato all’esposizione di Parigi e dopo tre anni alla prima “mostra dei vini tipici di Siena”, dove fu definito “dall’aroma squisito”. A partire dalla fine degli anni ottanta c’è stata una forte ripresa della viticoltura eoliana sotto la spinta di alcuni produttori, dopo la crisi avvenuta negli anni '50 '60.
La Malvasia è stata una delle prime DOC ad essere riconosciuta in Sicilia, con Decreto del Presidente della repubblica (Dpr) del 20 settembre 1973. I vitigni idonei alla produzione del vino in questione, sono quelli tradizionalmente coltivati nell’isola di Salina. La Malvasia di Lipari è una coltivazione appartenente al gruppo delle Malvasie ed il suo nome deriva dalla città greca del Peloponneso Monembasi, Menemvasia o Monovaxia. La coltivazione delle vigne richiede molta diligenza, essa avviene sin dai tempi più antichi, su caratteristici terrazzamenti contenuti da muretti a secco di pietra lavica. La tipologia "passito", prevede una raccolta dell’uva sovramatura.
Si tratta di un vino dolce da dessert, con un odore aromatico caratteristico, un sapore dolce-aromatico, vellutato, armonico, morbido, dolce ma non stucchevole con grande armonia e persistenza. Le particolari condizioni climatico-ambientali, la tessitura e la struttura chimico-fisica dei terreni interagiscono in maniera determinante con la coltura della vite, contribuendo all’ottenimento delle peculiari caratteristiche del vino.
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Il pane "cunzatu" di Salina, si differenzia da quello del resto della Sicilia per la sua peculiarità. Non si tratta di una pagnotta ripiena, ma di un'unica fetta, farcita anche con i tipici capperi dell'isola. La sua preparazione è abbastanza semplice e può cambiare a seconda dei prodotti tipici delle varie Isole. Più in generale può essere condito con qualsiasi tipo di ingrediente e rappresenta lo spuntino preferito dai turisti!!
Distanze
Da Messina: 109 km.
Da Catania: 201 km.
Da Palermo: 271 km.
In auto
Da Messina: via autostrada tramite A20/E90, uscita Milazzo - Isole Eolie. Proseguire su nave o aliscafo direzione Salina.
Da Catania: via autostrada tramite A18 e A20/E90, uscita Milazzo - Isole Eolie. Proseguire su nave o aliscafo direzione Salina.
Da Palermo: via autostrada tramite E90/A20, uscita Milazzo - Isole Eolie. Proseguire su nave o aliscafo direzione Salina.
Via mare
Da Milazzo, Messina, Reggio Calabria, Palermo, Cefalù e Napoli si effettuano corse giornaliere per Salina, sia con nave-traghetto che con aliscafo.
Informazioni turistiche