Sulla costa meridionale della Sicilia si trova Sciacca, il suo mare turchese, gli splendidi litorali, le campgane lussureggianti ed il mite clima, sono le caratteristiche che si notano subito arrivando in questa splendida città. Percorrendo le sue vie, saltano fuori anche altre bellezze: monumenti notevoli e reperti archeologici testimoniano il pronfondo ed antico amore dell'uomo verso questo luogo.
Le tombe paleolitiche insieme a numerosi reperti venuti alla luce negli ultimi anni, dimostrano che già in epoca preistorica gli uomini iniziarono a prediligire questo tratto di costa per costruire i loro insediamenti. A seguire anche Sicani, Fenici, Greci, Romani e Bizantini frequentarono questi luoghi. Durante il dominio arabo Sciacca, denominata "Xacca" in riferimento alle acque termali, diventa uno dei porti più attivi dell'isola. La città conobbe anche un rapido incremento urbanistico strutturandosi seguendo il modello arabo, che ancora oggi si può vedere nei quartieri di Rabato e Giudecca. Il periodo di splendore si protasse ancora sotto la dominazione normanna e anche aragonese.
Per un periodo la città passò in mano di Giuditta, figlia di Ruggero, e lei la consacrò a S.Maria Maddalena La città pian piano si abbellisce di monumenti sacri e rafforza le proprie mura difensive. Al conte Ruggero si deve l'edificazione del Castello Vecchio. Durante il Rinascimento Sciacca fu teatro di drammatiche vicende, a causa della rivalità tra alcune casate, in particolare i normanni Perollo e gli aragonesi Luna. Le due famiglie erano state designate al controllo comando dei due castelli cittadini e quindi detenevano anche il controllo delle milizie civiche armate scatenando così una vera e prorpia guerra civila. Questa vicenda ebbe una grande eco tanto da essere denominata "Il caso di Sciacca". Seguì un periodo di crisi tra il 1600 ed il 1700, ma nel 1875 vi fu la scoperta di banchi di corallo, tale evento portò ad una rifioritura economica. Anche l'attività termale si riavviò con successo.
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Da sempre Sciacca vanta l'importanza di essere una località termale. Già in epoca remota la piccola città della costa meridionale della Sicilia aveva delle terme di tutto rispetto. Erano proprio le sue acque a darle il nome di "Ad Aquas". Come da usanza romana, i bagni termali erano visitati da tutti, erano luogo di incontro oltre che curativo. Al tramonto della dominazione romana le acque caddero in disuso. Nel V secolo d.C. arrivò su queste terre un monano di nome Calogero che presto venne riconosciuto come santo, grazie alle sue opere di guarigione compiute utilizzando i benefici dei vapori delle grotte del Monte Kronio. Da allora le grotte presero il nome di "Stufe di San Calogero".
Le sorgenti termali di Sciacca sono circa dieci, anche se quelle utilizzate sono solo due: quella di Molinelli e la sulfurea. La prima viene utilizzata per bagni, inalazione ed irrigazioni, mentre la seconda per bagni e fanghi. Sono ancora oggi famose le grotte vaporose dette Stufe di San Calogero. Il fenomeno vaporoso si ha grazie all'unione tra un fenomeno carsico ed uno di vulcanesimo secondario. La falda acquifera del Monte Kronio ha una temperatura elevata ed evaporando attraversa le cavita carsiche del monte.
Distanze:
Da Palermo: 97 km via Autostrada
Da Catania: 221 km via Autostrada
Da Messina: 316 km via Autostrada
In Auto:
Da Palermo: Autostrada A29 Palermo -Mazara, uscita Castelvetrano, immettersi nella S.S. 115 direzione Agrigento, svincolo per Sciacca.
Da Catania: Autostrada Catania-Palermo, svincolo Caltanissetta continuare per Agrigento e Sciacca.
Da Messina: Autostrada Messina-Catania, Autostrada Catania-Palermo, svincolo Caltanissetta continuare per Agrigento e Sciacca.
In Treno:
Stazione ferroviaria di Sciacca
In Aereo:
Aeroporto di Catania, Aeroporto di Palermo, Aeroporto di Trapani