Gangi, uno dei borghi più belli d'Italia, sorge in una zona interna di montagna, posta a 1.050 metri sopra il livello del mare. Il borgo medievale, che sembra nascere direttamente dalla pietra, si caratterizza per il suo grosso gruppo di case addossate le une alle altre. Da non perdere la visita alla Chiesa Madre San Nicolò di Bari, con la sua cripta dei preti morti, oggi collegata all'imponente Torre dei Ventimiglia, il Santuario dello Spirito Santo, la Torre Saracena o la Chiesa della Madonna della Catena, dove si trova la statua marmorea del Gagini e la tomba dello Zoppo di Gangi.
Gangi viene identificata nella città greca di Engyon, fondata dai Cretesi, venuti in Sicilia alla ricerca di Dedalo. Nel 1200 a.C., fondarono la città di Engio con un tempio dedicato alle Dee Madri. Con il passare degli anni, la forza della città cresceva ed il Tempio si arricchiva di tesori, ma una mossa politica ne arrestò l'espansione.
Durante l'850, la città cadde sotto il dominio dei Saraceni, i quali edificarono numerose fortezze, come la "Madonita" sul Monte Marone, la fortezza di Regiovanni e la Torre Cilindrica. Nel 1067, la città venne liberata dai Normanni guidati da Ruggero ed assegnata alla Contea di Geraci.
Passa poi nelle mani dei Ventimiglia, signori di Geraci e nel 1271 muta il suo nome in "Gangi". Nel 1296 la corona passa a Federico III D'Aragona, la città si ribella e poco dopo, viene rasa al suolo dalle truppe guidate da Federico III e da Enrico Ventimiglia, conte di Geraci.
Tra il XIV ed il XV secolo a Gangi, aumentano gli ordini religiosi che rappresentano possibilità di formazione e di istruzione. Gangi passa intanto dalla signoria dei Ventimiglia a quella dei Graffeo, che per volere di Filippo IV re di Spagna, hanno acquisito il titolo di principi di Gangi e marchesi di Regiovanni.
Secondo la leggenda invece, Engio fu fondata dai guerrieri di Minosse che, rimasti orfani del loro condottiero, decisero di stabilirsi in Sicilia, e alla ricerca di un posto in cui vivere, si spinsero verso l'interno.
Rinomato nella cucina del posto è il caciocavallo, un formaggio pecorino stagionato di primo o secondo sale, con grani di pepe. Invitiamo a provare la salsiccia secca, e la pasta "ccu maccu", condita con purea di fave verdi. Ricordiamo i dolci tradizionali quali la "cuccia", pasta frolla ripiena di mandorle, uva passa e fichi secchi e i "mastacuttè", biscotti di farina con succo di fichidindia. Una vera bontà!
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Distanze
Da Messina: 188 km (Via autostrada)
Da Catania: 147 km (Via autostrada)
Da Palermo: 119 km (Via autostrada)
In auto
Da Messina: tramite A20/E90, uscita Tusa. Proseguire su SS113, in direzione Via Argentina a Gangi.
Da Catania: tramite A19, in direzione SP138 a Petralia Sottana. Proseguire su SS290, in direzione Via Argentina a Gangi.
Da Palermo: tramite E90, in direzione SP138 a Petralia Sottana. Proseguire su SS290, in direzione Via Argentina a Gangi.
In treno
Tramite la stazione ferroviaria di Palermo e quella di Cefalù.
In aereo
Tramite l'aeroporto di Palermo e quello di Catania.
Informazioni turistiche